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Qualità

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AUTOVALUTAZIONE E PROCESSI DI MIGLIORAMENTO

LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI
 

Nel Liceo classico “A. Racchetti” di Crema le prime riflessioni in tema di valutazione degli apprendimenti si sono avviate insieme alle trasformazioni introdotte nella scuola dal PEI (Piano Educativo d’Istituto) e dal POF (Piano dell’Offerta Formativa).

L’attenzione alla qualità - e quindi anche alla qualità dei processi di insegnamento/apprendimento - nell’anno scolastico 1999/2000 aveva indotto il Dirigente Scolastico e un gruppo di docenti ad una serie di azioni in questo senso: da una parte la nomina di un Responsabile Qualità, e dall’altra un corso di aggiornamento su “Gestione POF e archivio docimologico”.

 

In questo contesto giungeva in quell’anno la proposta, da parte dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione, di aderire ad una prima sperimentazione di valutazione degli apprendimenti ad opera del SeRiS (Servizio Rilevazione di Sistema), effettuata tramite questionari di italiano, matematica e scienze somministrati alle classi seconde e quinte della sezione classica.

Nell’anno scolastico 2001/2002 il Ministro dell’Istruzione aveva inoltre costituito un “Gruppo di lavoro per la predisposizione degli indirizzi per l’attuazione delle disposizioni concernenti la valutazione del servizio scolastico”, il quale diede vita ad una sperimentazione triennale (Progetto Pilota) di rilevazione delle conoscenze, delle competenze e delle abilità.

 

Il Liceo classico “A. Racchetti” ha accolto tutti questi progetti in modo sempre più convinto ed esteso, nella consapevolezza della necessità di misurare i processi di apprendimento dei propri studenti e nella serenità di un confronto con altre realtà scolastiche che potesse servire da stimolo al miglioramento dell’offerta formativa.

• Nell’anno scolastico 2001/2002 (Progetto Pilota 1) hanno aderito 8 classi seconde di tutti i 4 indirizzi dell’Istituto (prove di italiano e matematica);

• Nell’anno scolastico 2002/2003 (Progetto Pilota 2) hanno aderito 16 classi - prime e terze - di tutti i 4 indirizzi dell’Istituto (prove di italiano, matematica e scienze);

• Nell’anno scolastico 2003/2004 (Progetto Pilota 3) hanno aderito 17 classi - prime e terze - di tutti i 4 indirizzi dell’Istituto (prove di italiano, matematica e scienze).

 

L’indagine, volta a rilevare gli obiettivi della programmazione dell’anno scolastico precedente a quello della somministrazione, si proponeva di rilevare il complesso di conoscenze - competenze - abilità negli snodi del sistema scolastico (uscita scuola media - uscita biennio superiore), attraverso testi - stimolo (italiano) e quesiti a scelta multipla (italiano, matematica e scienze):

 

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

Competenze:

 

• comprensione particolare del testo;

• comprensione globale del testo;

• morfo-sintassi e aspetti retorici e formali;

• organizzazione logico- semantica;

• conoscenze lessicali.

Conoscenze-competenze:

 

• numero;

• geometria;

• dati e previsioni, logica;

• relazioni e funzioni.

Abilità legate alla capacità di:

 

·       osservare, ordinare, classificare, descrivere, stabilire relazioni, leggere un linguaggio grafico;

·       comprendere un breve testo scientifico;

·       risolvere una situazione problematica.

 

 

 

La sistematicità della verifica e la restituzione in tempi rapidi (3 - 4 mesi circa) dei risultati sono stati i punti di forza del Progetto Pilota, che ha consentito alle scuole una valutazione dei propri risultati a diversi livelli (d’Istituto, d’indirizzo, di classe, di sezione; per disciplina o per singola conoscenza - competenza - abilità) e un utile confronto con i dati nazionali o comunque sovralocali (per indirizzo di studi, per regione o per macroarea geografica).

 

Negli anni scolastici 2002/2003 e 2005/2006 al Liceo classico “A. Racchetti” è stato anche proposto di aderire al campione nazionale[1] di scuole partecipanti all’indagine internazionale OCSE-PISA (Programme for International Student Assessment) svoltosi contemporaneamente in numerosi Paesi dei cinque continenti, tendente a verificare alcune competenze dei 15enni giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole e attivo nella società e per continuare ad apprendere per tutta la vita: competenze relative alle aree della lettura, della matematica e delle scienze e alcune competenze trasversali, funzionanti nel ragionamento analitico e nell’apprendimento.

La prova - per la quale sono stati selezionati 35 alunni della sezione classica nella prima edizione e di tutti e quattro gli indirizzi dell’Istituto nella seconda - ha utilizzato 4 questionari:

1.                  disciplinare (italiano, matematica e scienze);

2.                  socio-economico e motivazionale;

3.                  sulla carriera scolastica;

4.                  sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Le indagini PISA - focalizzate non tanto sulla padronanza di determinati contenuti curricolari, ma piuttosto sul grado di utilizzazione , da parte degli studenti, di conoscenze e capacità apprese durante gli anni di scuola per affrontare e risolvere problemi e compiti che si incontrano nella vita quotidiana – sono state utili opportunità sia per definire la performance dell’Istituto, sia a considerare in che misura esso - e insieme il campione nazionale, cioè il sistema scolastico italiano - preparasse i giovani ad affrontare la vita, influisse con le sue risorse sul rendimento degli studenti, ottimizzasse le opportunità di studenti socialmente svantaggiati, e infine definisse motivazioni e strategie di apprendimento.

 

Dall’esigenza di esaminare i risultati conseguiti in queste due indagini è quasi naturalmente scaturito il bisogno di dotare l’Istituto di un organismo che si occupasse specificamente della valutazione della qualità del servizio scolastico offerto, elaborasse i dati e presentasse proposte e strumenti di lavoro utili ai docenti: nel settembre del 2006 è stato così costituito il Gruppo di Autovalutazione d’Istituto (GAVI), composto dai docenti responsabili d’indirizzo, da altri docenti delle quattro sezioni (classica, socio-psico-pedagogica, linguistica e sociale) e dalla responsabile del Sistema Qualità.

 

In realtà, anche per l’incalzare delle novità che in quell’anno scolastico hanno riguardato il mondo della scuola, a partire dalla Legge 1/2007 e dai Decreti ministeriali 42 e 80[2], il progetto del GAVI si è successivamente articolato secondo linee non contrarie all’assunto di partenza ma diverse, e il gruppo si è dedicato alla verifica della qualità delle attività di recupero erogate dall’Istituto.

Gli obiettivi perseguiti attraverso tale attività possono così essere sintetizzati:

·         elaborazione ed analisi dei dati raccolti;

·         loro pubblicazione e restituzione ai docenti;

·         predisposizione di una serie di indicatori per la valutazione successiva della qualità del servizio offerto;

·         suggerimento di proposte di correzione o di miglioramento.

 

L’attività di monitoraggio, inizialmente limitata a quattro classi campione, è stata nell’anno successivo estesa a tutte le classi dalla prima alla quarta dell’Istituto ed ha permesso di mettere a punto migliori strumenti per le azioni di recupero di carenze e debiti formativi.

Attraverso un impegno consistente (159 ore di lavoro nell’anno scolastico 2007/2008, 100 in quello successivo) il GAVI ha così proceduto a rivedere il “Progetto recupero” d’Istituto, a definirne e predisporne uno più preciso ed adeguato, a rielaborare la documentazione e la modulistica relative, producendo vari materiali e sottoponendo all’approvazione del Collegio Docenti diverse proposte; contemporaneamente ha svolto un accurato monitoraggio delle tipologie e dei risultati delle attività di recupero e sostegno.

 

Infine, nell’anno scolastico 2009/2010, si è ritenuto opportuno far confluire l’attività e i compiti del GAVI in un gruppo di lavoro più ampio, che ha visto la partecipazione anche di docenti delle scuole medie “Vailati” di Crema e di Codogno, che ha affrontato il tema dell’ “emergenza educativa” attraverso la somministrazione di una serie di questionari a docenti, genitori ed alunni: da una parte un esito che in qualche modo può essere considerato evoluzione naturale dell’attività di valutazione degli apprendimenti, perché innesta la questione dei processi di apprendimento nel quadro complessivo della cultura nazionale e locale, della struttura dell’istituzione scolastica erogatrice dell’offerta didattico-educativa, della pluralità dei partecipanti all’interazione educativa, ma che dall’altra ha però avuto il limite di rendere meno incisiva e propulsiva (fonte cioè di modifiche rapide e concrete di pratiche e comportamenti) l’azione del gruppo.

 

In conclusione, pur in presenza di una certa discontinuità di iniziative che testimoniano le difficoltà di prendere definitivamente coscienza dell’importanza del tema della valutazione degli apprendimenti, gli esiti positivi dell’attività di valutazione degli ultimi anni possono essere così sintetizzati:

·         maggiore attenzione ai dati e alle attività di valutazione degli apprendimenti, che gradualmente sono entrati a far parte del patrimonio professionale dei docenti e di quello culturale dell’Istituto;

·         utilizzo di indicatori e di elementi relativi alla valutazione degli apprendimenti per correggere, migliorare e progettare l’offerta didattica dell’Istituto (ad esempio in sede di riesame del Sistema della Qualità da parte della direzione);

·         collegamento più stretto, a livello di singoli docenti, ma anche di consigli di classe e di dipartimenti di materia, tra obiettivi, verifiche, valutazioni e risultati[3].

 

È una consapevolezza che si fa strada lentamente e in modo non uniforme, che però contribuisce a migliorare l’offerta della scuola e la professionalità del docente.

 




[1] 12.000 studenti italiani ed oltre 270.000 studenti di 17.000 scuole nel mondo (PISA 2003); circa 28.000 studenti italiani per un’indagine che ha coinvolto 58 Paesi di tutti i continenti (PISA 2006).

 

[2] Per citarne alcune tra le principali: l’obbligo per l’ammissione all'esame di Stato del “saldo” dei debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici (L. 1/2007, art. 1); l’introduzione ordinaria e permanente nel piano dell’offerta formativa delle attività di sostegno e di recupero (D.M. 80, artt. 1 e 9); l’organizzazione di interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti subito dopo gli scrutini intermedi (D.M. 80, art. 1); le diverse modalità possibili di recupero (D.M. 80, art. 3); la responsabilità didattica dei Consigli di classe nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi dell’azione di recupero e nel verificarne gli esiti ai fini del saldo del debito formativo (D.M. 80, art. 3); il rinvio a settembre della formulazione del giudizio finale (D.M. 80, art. 5); l’attivazione di interventi didattici estivi di recupero (D.M. 80, art. 6).

 

[3] Cito come esempi l’elaborazione di griglie comuni per la valutazione dei temi di italiano, lo svolgimento di prove d’ingresso comuni , sempre in italiano, per gli alunni del terzo anno e la simulazione di prima prova per gli alunni dell’ultimo, comune a tutto l’Istituto.

 

 

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